ANDAF Magazine N. 4/2016

EDITORIALE

Carissimi Colleghe e Colleghi, Lettrici e Lettori,

ci siamo lasciati a luglio scorso commentando uno scenario caratterizzato, sia a livello nazionale che internazionale, da una serie di elementi di incertezza su più fronti – politico, sociale ed economico – che a distanza di meno di tre mesi rimane ancora fortemente contraddistinto da un’affannosa ricerca di segnali di stabilità e continuità, anche laddove le incertezze si sono definite: mi riferisco in particolare al risultato dei voti, quello referendario in Gran Bretagna con l’inatteso imporsi della “Brexit” – cui questo numero della nostra rivista dedica ampio spazio finalizzata ad interpretarne il significato per i mercati e per le aziende – così come quello delle elezioni dei Sindaci in alcune importanti città italiane, Roma, Milano e Torino in primis.
Sul fronte politico, a livello europeo è sempre più evidente l’attrito fra la volontà della Germania di confermare una politica di rigore e austerità, rafforzata dalle attuali difficoltà interne vissute dalla Merkel con riferimento ai recenti, contraddittori risultati elettorali amministrativi in alcuni importanti lander tedeschi, e la ricerca determinata di spazi di maggior flessibilità portata invece avanti in particolare da Italia e Francia. Scontro che sembra via via rafforzarsi, quasi i forti segnali del “post Brexit” in termini di necessità di maggior compattezza e capacità di equilibrio, accompagnate da una ricerca di più ampie sintonie interne all’UE, non fossero stati minimamente colti.
In queste settimane, fra l’altro, abbiamo assistito alla forte presa di posizione da parte dell’Antitrust UE in merito al tema della tassazione delle grandi multinazionali, con particolare riferimento al caso Apple. La questione è certamente delicata e complessa e, se da un lato non vi è alcun dubbio che non può essere messo in discussione il principio di equità fiscale per cui tutte le aziende, di qualunque origine e provenienza, devono pagare la giusta quota di imposte sui profitti dove questi ultimi vengono realizzati, dall’altro gli Stati Membri UE devono, senza più alcun indugio, riprendere a lavorare – e così sembra stia fortunatamente avvenendo, proprio a seguito del forte impatto determinato dal caso Apple – sulla proposta di una base imponibile comune che porti finalmente ad una reale armonizzazione del sistema fiscale comunitario, se vogliamo che i grandi investitori internazionali guardino all’Europa come ad un’area dove proseguire/riprendere ad investire.
Passando al livello nazionale, il quadro politico continua a proporre segnali di pesante incertezza, a testimoniare il peso rilevante che l’ormai prossimo confronto referendario sulla riforma costituzionale determina sulle forze politiche e anche, inevitabilmente, sul Governo, con le ineludibili ricadute di “immobilismo” che si stanno ripercuotendo sulla nostra economia che si presenta con un PIL sostanzialmente fermo da un anno, mentre quello di gran parte degli altri Paesi europei continua, pur limitatamente, ad aumentare. Tralascio poi di commentare il quadro desolante che la politica locale sta offrendo a noi cittadini; penso in particolare a chi, come me, vive e lavora nella Capitale dove lo scenario post elezioni, nonostante la novità rappresentata dalla discontinuità nei colori politici vincenti e nella nuova Sindaca chiamata a governare, sembra confermare tristemente quanto leggevo giorni fa in un articolo di fondo, ovvero che «… alla retorica della purezza in politica non c’è scampo: funziona fino a quando chi la brandisce non amministra».

Insomma, eccoci di fronte agli ultimi mesi del 2016 con la consapevolezza che le difficoltà degli ultimi anni, come CFO e manager d’azienda, nel poter prevedere attendibilmente gli scenari economico-finanziari e di business nei quali le nostre imprese si troveranno a competere ed investire in futuro non si sono certo né risolte, né purtroppo sono diminuite, se guardiamo anche ai fenomeni sociali più allargati (penso alla questione della minaccia terroristica e a quella del fenomeno di immigrazione clandestina) che continuano a pesare sulle prospettive del nostro Paese, dei Paesi UE e sui rapporti interni fra questi.
Di tutto quanto sopra parleremo il 21 e 22 ottobre prossimi a Taormina, nel corso del XXXIX Congresso Nazionale ANDAF, durante il “Viaggio” di due giorni che mi auguro veda tanti di Voi presenti e pronti a contribuire al dibattito.
Il titolo del Congresso è “Il Rebus della Ripresa Economica – le Forze Positive per risolverlo” e l’obiettivo che ci siamo posti vuole creare un momento di confronto e discussione intorno al tema, appunto, della ripresa economica e del perché ancora nel nostro Paese – così come sostanzialmente nei Paesi ricchi, in particolare europei – essa tardi a riprendere ritmi di crescita rilevanti e competitivi.
Andremo quindi ad approfondire insieme, seguendo l’originale “fil rouge” proposto dall’analisi socio-economica magistralmente elaborata dal professor Luca Ricolfi nel suo ultimo libro intitolato “L’Enigma della Crescita”, quelle forze positive in grado di riportare i tassi di sviluppo dei Paesi occidentali ai livelli da tempo attesi, fra le quali la “Qualità delle Istituzioni”, accanto alla capacità di motore e spinta rappresentata dagli “Investimenti Diretti” e dal “Capitale Umano”, valore intangibile che, se ben sviluppato, distinguerà sempre più i Paesi capaci di vera innovazione, e quindi di crescere stabilmente, da quelli che rimarranno fermi ai blocchi di partenza.
Tutto questo ci porterà quindi a discutere di quali sono i veri “Generatori di Valore” e quali le metriche che possano permettere alle aziende – e quindi a noi CFO – di misurarli in modo attendibile, in un’era caratterizzata ogni giorno di più dalla profonda e, per certi versi, destabilizzante metamorfosi imposta dalla “Digital Trasformation”. Il “Viaggio”, infine, si concluderà nella mattinata del 22 ottobre con un intervento unico ed originale – proposto da un Professore di Genetica che, come del resto tutti gli altri relatori invitati, saprà coinvolgerci magistralmente nel corso della sua presentazione – che ci porterà all’interno di un mondo affascinante che rappresenta una appassionante “Frontiera del Domani” che ci riguarda molto più da vicino di quanto possiamo pensare.
Nell’augurarVi buona lettura, Vi aspetto quindi tutti a Taormina a partire da Venerdì 21 ottobre prossimo.
Non posso però chiudere queste mie righe senza rivolgere un pensiero di vicinanza e cristiano cordoglio nei confronti delle Vittime, dei Feriti nel corpo e nell’anima, delle Famiglie colpite, ancora di recente, dal terribile terremoto del Centro Italia. Un altro durissimo colpo per il nostro Paese e per la sua economia, locale e non, che ha nuovamente mostrato in tutta la sua crudezza quanto sia ancora imperdonabilmente grande il gap di modernità e di sicurezza, sociale ed infrastrutturale, da recuperare rispetto a tanti altri Paesi industrializzati anche vicini, per non correre più il rischio di pagare ancora, colpevolmente, l’inaccettabile prezzo fatto di vite umane e di profonde ferite nel tessuto sociale ed economico del nostro magnifico, ma ancora troppo vulnerabile, territorio.

Roberto Mannozzi

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